The Albion

Non puoi provare la stessa cosa da nessun’altra parte. E’ come farsi trasportare dalle onde nell’oceano. (Pete a playing live)

I miei pensieri sono le mie puttane

Salve a tutti, è da tanto che non scrivo nel blog, ma sono alle prese con un mattone intitolato “Corso di istituzioni di Diritto Privato” di 719 pagine… Devo assolutamente finirlo prima che partiamo per Ibiza…

Ma torniamo a noi, domenica sera, durante la trasmissione di Fabio Fazio “che tempo che fa”, c’era ospite Eugenio Scalfari”. Devo essere sincero, non lo avevo mai sentito parlare, l’avevo solo sentito di nomina… Devo dire che mi ha rapito come parla e che discorsi fa per arrivare in un determinato punto…

Vi lascio con un pezzo che mi è piaciuto molto… È bellissimo…

EUGENIO SCALFARI

Quello che resta del secolo dei Lumi
Le verità che corteggiamo

“Che faccia bello o cattivo tempo è mia abitudine andare a passeggiare ogni pomeriggio verso le 5 nei giardini del Palais-Royal.

Intrattengo me stesso con la politica, l’amore, il gusto, la filosofia e abbandono la mente al suo libertinaggio lasciandola padrona di seguire ogni pensiero che le si presenti, saggio o folle che sia.

E la mente si comporta come quei giovani dissoluti che corrono dietro alle ragazze con l’aria sventata, il volto sorridente, l’occhio vivace e il nasino all’insù, corteggiandole tutte senza attaccarsi a nessuna di loro.

Ecco: i miei pensieri sono le mie puttane“.

Così comincia uno dei più bei dialoghi filosofici di Denis Diderot, “Le neveu de Rameau” con un tocco di leggerezza elegante che rileva fin dalle prime battute lo stile del grande scrittore e contiene in poche righe apparentemente svagate il tema di fondo d’ogni filosofo e d’ogni filosofia: la natura del pensiero, anzi il pensiero che pensa se stesso.
La mente di Diderot è libertina, insegue un pensiero e presto l’abbandona per corteggiarne un altro come fanno i giovanotti a caccia di ragazze allegre sotto i portici del Palais-Royal.

“I pensieri sono le mie puttane”: è una battuta di quelle che non s’erano mai incontrate prima né mai si incontreranno più sulla bocca d’un filosofo e può ben essere considerata l’”incipit” della filosofia dei lumi.

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