The Albion

Non puoi provare la stessa cosa da nessun’altra parte. E’ come farsi trasportare dalle onde nell’oceano. (Pete a playing live)

Pete Doherty: la poetica

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Quello che fa di Pete Doherty un personaggio del tutto speciale nel panorama rock contemporaneo è, innanzitutto, la sua formazione culturale.

Essa ha una matrice più letteraria che musicale e si sviluppa originariamente in ambito scolastico, dove Doherty eccelleva, attraverso l’intenso studio dei classici Greci e della letteratura Elisabettiana. I continui spostamenti di città in città, dovuti alla carriera militare del padre, gli impedirono di formare un nucleo duraturo di amicizie, portandolo a sviluppare un carattere introverso e un’ attitudine alla solitudine che contribuirono ad avvicinarlo alla narrativa e alla poesia. Le sue prime letture spaziavano da George Orwell (1984 è uno dei suoi libri preferiti) e Graham Green, di cui apprezza particolarmente ‘La roccia di Brighton, fino ad arrivare a Emily Dickinson e ai poeti francesi dell’ottocento, Rimbaud, Boudelaire e Verlain. L’ amore per la poesia lo portò fin da giovane a dedicarsi a quest’arte con ottimi risultati: all’età di sedici anni vinse un concorso indetto dal British Council che gli permise di intraprendere un viaggio in Russia. Qui conobbe meglio, oltre che Dostoevskij, da cui forse per primo assimilò l’insegnamento di ribellarsi alle norme precostituite della società, quelle avanguardie artistiche, che, nate ai primi del novecento, affermarono nel processo creativo l’importanza del caso e dell’improvvisazione (lezione ripresa poi nell’Europa occidentale dal Gruppo Dada e dai Surrealisti).

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Nei suoi Show musicali, infatti, Doherty ricerca continuamente l’ interazione con il pubblico, che, chiamato ad essere parte attiva nello spettacolo, in un rapporto fisico e quasi paritario, ne modifica ogni volta lo sviluppo. Molti altri scrittori ebbero un ruolo fondamentale nella maturazione culturale di Pete. Di Jean Genet, ad esempio, dovette apprezzare la capacità di intrecciare profondamente vita ed arte, fino a rendere difficile la distinzione tra episodi inventati ed esperienze realmente vissute. Si sentiva molto legato a questo scrittore soprattutto per i personaggi e gli argomenti che toccava: marinai e guappi dei bassifondi, vita di strada, carcere, omosessualità, tutte tematiche che riguarderanno da vicino la sua vita e la sua opera. Dalle poesie di Sylvia Plath mutuò la capacità di ‘giocare’ con le parole, di metterne in analogia suono e significato ( vedi, tra gli altri, i testi di Gang of Gin e Fuck Forever ). Apprezzò la poesia William Yeats, invece, oltre che per l’altissima qualità formale, anche per i riferimenti a storie di miti e leggende inglesi, di cui il poeta scozzese era un grande studioso. Fu uno strenuo lettore di Charles Dickens e soprattutto di Oscar Wilde, il cui eccentrico dandismo fu parte integrante, insieme all’ opera, della sua attività provocatoria e ribelle nei confronti della società. L’incontro con Carl Barat e la condivisione con lui di alcune letture, quali il Marchese de Sade, Rochester, Thomas de Quincey e Dylan Thomas, Joris – Karl Huysmans, il cui romanzo ‘A’ rebours gli ispirerà, in parte, un’ omonima canzone, contribuirono alla maturazione di alcuni dei motivi fondamentali su cui Doherty fonda la propria poetica.

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I concetti di ‘Libertino’ e ‘libertinaggio’ verranno ripresi nella loro accezione più alta, quale intenzione di emanciparsi da ogni forma di servitù intellettuale e di distruzione di quei dogmi volti all’assoggettamento del popolo al potere. Nell’ idea di Pete il libertinismo, proprio come ai suoi albori, nel diciassettesimo secolo, doveva proporsi quale espressione di una crisi, di un rifiuto della tradizione morale e dell’affermazione di uno spirito innovativo, scanzonato e ribelle.

La sua conoscenza della letteratura classica, così come del filone onirico della letterature inglese ‘romantica’ (Blake, Coleridge) contribuirono alla creazione di altri due pilastri della sua poetica: l’ Arcadia, nella migliore delle tradizioni letterarie, è, per Doherty, il luogo in cui è possibile una idilliaca esistenza separata dagli affanni della realtà, dove i poeti e gli spiriti liberi possono trovare rifugio dalle regole della vita comune; Albion, termine con cui anticamente i popoli latini indicavano quelli celtici, deriva la propria carica poetica dalla sua natura intelligibile, indicando genericamente uno stato di nostalgia per tutte quelle qualità spirituali proprie di una ‘Britannia’ ormai perduta e fumosamente mitizzata.

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La complementarità di questi tre concetti ci è restituita nella sua opera dall’ immagine metaforica del vascello, nominato Albion, che si dirige verso l’Arcadia, la terra in cui i Libertini possono vivere senza sottostare a nessuna restrizione morale ed intellettuale. Oggi Doherty è un poeta apprezzato, i cui lavori vengono pubblicati regolarmente dalla rivista Full Moon Empty Sport Bag.

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Fonte: www.petedoherty.it

3 Commenti »

  Martina wrote @

è l’articolo piu bello che abbia mai lett..adoro Pete..ma sinceramente nn ero al corrente della sua formazione culturale..sorprendente

  Claire wrote @

Pete è decisamente un poeta.
Chissene frega se ha problemi con le droghe o che so io,è un grande uomo.

  Sisifo wrote @

Articolo ben fatto, complimenti.
L’unico misero appunto è sulla nazionalità di W.Yeats, irlandese e non scozzese. Veniale certo.


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