The Albion
Non puoi provare la stessa cosa da nessun’altra parte. E’ come farsi trasportare dalle onde nell’oceano. (Pete a playing live)Pete Doherty: rivoluzione musicale

Paragonato di volta in volta, più o meno con ragione, a personaggi del calibro di Joe Strummer, Sid Vicious, Morrissey, Kurt Cobain e Jim Morrison, se Pete Doherty può condividere alcuni aspetti della sua figura con coloro i quali è stato paragonato, spicca nel panorama britannico contemporaneo per la sua originalità e per il non riuscire a rientrare in una categoria predefinita.
Mescolando insieme riferimenti letterari, sogni arcadici di una mitica Albione, la cultura popolare inglese, il situazionismo ed un approccio alla musica derivato dal punk, Doherty sfugge ad ogni tentativo di incasellamento, confermandosi come uno dei pochi artisti in grado di sottrarsi alle logiche del puro mercato che sembrano dominare nel mondo della musica.

Sin dagli esordi con i Libertines, della cui formazione iniziale oltre a Carl Barat, John Hassall e l’anziano batterista Mr. Razzcocks faceva parte anche una violoncellista, Doherty ha sempre dimostrato un notevolissimo talento come songwriter ed una peculiare capacità di spaziare tra i generi musicali, uniti ad un approccio innovativo e inconsueto rispetto al modo di produrre musica. Anticipando infatti quella che sarebbe stata la rivoluzione di MySpace, i Libertines prima ed i Babyshambles ora hanno sempre messo a disposizione gratuitamente per i fans demo e bootleg, a volte consegnando i cd da mettere in rete direttamente a chi era ai loro concerti, in altri casi mettendo loro stessi su vari forum i link per scaricare le tracce. Questa insolita disponibilità permette un approccio approfondito ad entrambi i gruppi, la cui discografia ufficiale (Up the bracket del 2002, The Libertines del 2004, Down in Albion del 2005 e gli EP I get along del 2003 e The Blinding del 2006, sommati ad una diecina di singoli complessivi), deve necessariamente essere completata dalla massa di demo, spesso contenenti brani inediti, per comprendere appieno la poetica e l’evoluzione musicale delle due band. Tra questi demo, vanno necessariamente segnalati per quanto riguarda i Libertines Legs 11, le Babyshambles sessions e le French Sessions¸ per i Babyshambles le HQ Sessions Second Wave, le Sailor Sessions e il recentissimo Stookie + Jim BumFest Demos e per Pete Doherty solista in versione acustica Shaking & Withdrawn, Untitled e Acousticalullaby.

A questo approccio alla musica, scevro da ogni tipo di tentazione commerciale, fanno da ideale contraltare le cosiddette guerrilla gigs che Doherty e Barat erano soliti tenere nei posti più disparati – pub, strade e appartamenti privati – e che durante il periodo dei Libertines spesso consistevano in concerti improvvisati all’ ultimo minuto e che avevano luogo nelle Albion Rooms, la casa che Pete e Carl condividevano nell’East End londinese. Dopo la fine dei Libertines, Doherty ha continuato con questo tipo di concerti, suonando spesso in esibizioni a sorpresa all’ultimo minuto sia a nome proprio che con i Babyshambles (come nello scorso agosto o nel famoso concerto acustico tenuto nel suo appartamento il 31 dicembre 2005). Anche in questa circostanza, l’ influenza dei Libertines sulla nuova musica inglese è stata fortissima, seppure filtrata e modificata in una maniera molto più mainstream e corporativa, poiché numerosi nuovi gruppi hanno suonato in luoghi inconsueti come dei negozi di kebab, ma essendo sponsorizzati da una nota compagnia telefonica (tradendo, in questo modo, quello che era lo spirito originario che stava alla base delle delle guerrilla gigs).

Nei mesi scorsi, i Babyshambles hanno fatto dei concerti di questo tipo in due bar in Austria e in Svezia, comparendo sul palco all’improvviso e senza nessuna pubblicità tra lo stupore degli astanti.
Si è detto in precedenza della versatilità compositiva che Pete Doherty nella sua breve ma intensissima carriera ha finora dimostrato, passando da brani squisitamente vintage come quelli di Legs 11, a pezzi prettamente punk quale ad esempio What a waster.
Adattandosi di volta in volta ai musicisti con cui suona, Doherty riesce a sfruttare al meglio le loro caratteristiche, in un mutamento continuo che mantiene come minimo comune denominatore l’ eccezionale livello dei testi. Dai Libertines al momento di firmare il contratto con la Rough Trade (Doherty, Barat, Hassall, Powell), ai Babyshambles attuali (Doherty, Whitnall, McConnell, Ficek) non è mai stato possibile indicare la sua musica come ripetitiva o noiosa, ma anzi nello stesso concerto si può assistere all’esecuzione successiva di un brano puramente ska (I wish), una delle riot song più efficaci ed emozionanti siano state mai scritte (Time for heroes), un inno struggente ad un’ Inghilterra più paesaggio emozionale che realmente esistente (Albion) e puri esempi di rock ‘n’ roll (Pipedown).

Fonte: www.petedoherty.it
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e’ un poeta.
Noi navighiamo sull’Albion attendendo di vedere terra e poter attraccare sulle coste di Arcadia…